Trailer Italiano Di Twilight

September 4, 2008 - 1:06 pm 1 Comment

Allora…ho due notizie…le ho scoperte solo adesso ma pazienza!

1- Twilight uscirà in Italia in contemporanea con l’uscita in America!!!

2- Già cè il trailer italiano in giro!!  E naturalmente io l’ho trovato!!!  Ve lo posto!

P.S. Non abbiate paura di commentare…non mordo! :P Invito tutti coloro che frequentano il blog di commentare qualsiasi cosa…

Oggi Grande Giorno

September 2, 2008 - 9:22 pm No Comments

Allora…oggi finalmente dopo 365 giorni ha compiuto finalmente 15 anni!

Ho fatto anche la carta d’identità!!

Mi sento già grande!!

Garfield

Si Da Il Via Ad Un Proggetto Di Grafica

September 1, 2008 - 8:25 pm No Comments

Allora…circa poche ore fà ho deciso di cimentarmi con qualche programma di grafica.

Per adesso uso Paint Shop Pro X, e ho deciso di mettere sul blog qualcune dei miei “capolavori”.

Piccolo tributo a Jacob Black:

Piccolo Tributo A Jacob Black

(Cliccate sull’immaggine per ingrandirla)

Scoiattolo sprovveduto a Londra:

Uno Scoiattolo Sprovveduto A Londra

Orchidea:

Orchidea Con Frase

Rosa bianca con scritta di Twilight:

Rosa Bianca

Nuova Data Dell’Uscita Di Twilight

August 30, 2008 - 1:52 pm No Comments

Nuova data dell’uscita di Twilight nelle sale italiane.

Uscirà a paripasso con quello americano…quindi si prevedono cinema pieni di ragazze urlanti per Natale!!!

Ecco la locandina:

Trailer Italiano Di Harry Potter E Il Principe Mezzosangue

August 25, 2008 - 3:28 pm No Comments

In uscita in Italia a Novembre 2009

Quarto Capitolo Di Breaking Dawn

August 24, 2008 - 4:25 pm No Comments

Gesta

Il matrimonio sfociò nel ricevimento in modo scorrevole - prova dell’impeccabile piano di Alice. Era già arrivato il crepuscolo verso il fiume; la cerimonia era durata esattamente la giusta quantità di tempo, permettendo al sole di svanire dietro gli alberi. Le luci negli alberi brillavano mentre Edward mi fece passare attraverso le porte di servizio in vetro, facendo brillare i fiori bianchi. C’erano altri migliaia fiori là, che facevano da profumo, una tenda ariosa sopra la pista da ballo era stata allestita sul vetro sotto due degli antichi cedri.

Le cose si calmarono, si rilassavano mentre la gradevole sera di Agosto ci circondava. La poca gente si stese sotto la soffice lucentezza delle luci scintillanti, e siamo stati salutati di nuovo dagli amici che avevamo appena abbracciato. Era tempo di parlare, ora, non di ridere.

“Congratulazioni, ragazzi” ci disse Set Clearwater, abbassando la testa sotto il bordo di una ghirlanda di fiori. Sua madre, Sue, gli era accanto sbronza, guardando gli invitati in modo guardingo. Il suo volto era fino e feroce, un’espressione che fu marcato dalla sua corta e severa capigliatura, era così corta come quella di sua figlia Leah - mi chiedevo se l’avesse tagliata nello stesso modo come segno di solidarietà. Billy Black, dall’altra parte di Seth, non era teso come Sue.

Quando guardai il padre di Jacob, mi sentii come se stessi vedendo due persone invece che una. C’era il vecchio uomo nella sedia a rotelle con il suo volto rugoso e il sorriso bianco che tutti vedevano. E poi c’era la diretta discendenza di una lunga linea di capitani magici e potenti, ricoperti nell’autorità con cui era noto. Sebbene la magia avesse - in assenza di un catalizzatore - saltato la sua generazione, Billy faceva ancora parte del potere e della legenza. Corse dritto verso di lui. Corse da suoi figlio, l’erede della magia, che aveva voltato le spalle a ciò. Poi lasciò Sam Uley ora agire come il capo delle leggende e della magia…

Billy sembrò trovarsi stranamente a suo agio considerando la compagnia e l’evento - i suoi occhi neri brillavano come se avesse appena avuto delle buone notizie. Mi impressionò il suo atteggiamento. Questo matrimonio deve essere sembrato una vera brutta cosa, la peggior cosa che poteva succedere alla figlia del suo miglior amico, negli occhi di Billy.

Sapevo che non era facile per lui trattenere le sue emozioni, considerando la sfida che questo evento aveva previsto al patto antico tra i Cullen e i Quileute - il patto che proibiva i Cullen dal creare altri vampiri. I lupi sapevano che stava per arrivare una rottura del patto, ma i Cullen non avevano idea di come avrebbero reagito. Prima dell’alleanza, sarebbe stato un attacco immediato. Una guerra. Ma ora che si conoscevano meglio, ci sarebbe stato un perdono?

Come se in risposta al suo pensiero, Seth si avvicinò avanti ad Edward, con le braccia allungate. Edward ricambiò l’abbraccio con il suo braccio libero.

Vidi Sue rabbrividire delicatamente.

“E’ bello vedere che le cose si stanno risolvendo per te, amico” disse Seth “Sono felice per te”

“Grazie, Seth. Questo significa molto per me” Edward si tirò un pò indietro da Seth e guardò Billy e Sue. “Grazie anche a te. Per aver fatto venire Seth. Per aver dato un supporto a Bella oggi”

“Prego” disse Billy con la sua voce rauca e profonda e fui sorpresa dall’ottimismo del tuo tono. Forse una tregua più forte era all’orizzonte.

Un pò di rughe si stavano formando, così Seth disse arrivederci e accompagnò Billy verso il cibo. Sue teneva una mano su di loro.

Angela e Ben furono i prossimi a congratularsi con noi, seguiti dai genitori di Angela e poi da Mike e Jessica - i quali si stavano, per mia sorpresa, tenendo la mano. Non avevo saputo che stavano di nuovo insieme. Era fantastico.

Dietro i miei amici umani c’erano i miei nuovi cugini acquisiti, i vampiri Denali. Realizzai che stavo trattenendo il respiro visto che il vampiro davanti - Tanya, lo immaginai dalla tinta color fragola nei suoi riccioli biondi - si avvicinò per abbracciare Edward. Accanto a lei altri tre vampiri con gli occhi dorati mi fissavano con grande curiosità. Una donna aveva lunghi biondi capelli pallidi, dritti come ciuffi di pannocchie. L’altra donna e l’uomo dietro di lei avevano entrambi i capelli scuri, con un pizzico di color olivastro per la loro carnagione biancastra.

Ed erano tutti e quattro così belli che mi faceva male lo stomaco.

Tanya stava ancora abbracciando Edward.

“Ah, Edward” disse. “Mi sei mancato”

Edward fece una risata e si allontanò un pò dall’abbraccio, mettendo la sua mano leggermente sulla spalla di lei e si indietreggiò, come per guardarla meglio. “E’ passato molto tempo, Tanya. Stai bene”

“Anche tu”

“Permettimi di presentarti la mia nuova moglie” era la prima volta che Edward aveva detto quella parola da quando era ufficialmente vero, sembrava che sarebbe esploso con soddisfazione nel dirlo ora. I Denali risero tutti leggermente in risposta. “Tanya, questa è la mia Bella”

Tanya era esattamente così incantevole come i miei peggiori incubi avevano predetto. Mi scrutò con uno sguardo che era molto più speculativo che rassegnato, e poi si allungò per prendermi la mano.

“Benvenuta nella famiglia, Bella” sorrise, un pò addolorata. “Ci consideriamo la famiglia allargata di Carlisle, e mi dispiace per, ehm, il recente incidente quando non ci siamo comportati così. Avremmo dovuti incontrarti prima. Puoi perdonarci?”

“Certamente” dissi affannosamente. “Mi fa piacere”

“I Cullen sono tutti pari, ora. Forse tocca a noi, vero, Kate?” ghignò alla bionda.

“Fa tenere il sogno vivo” disse Kate facendo roteare i suoi occhi dorati. Prese la mia mano da quella di Tanya e la strinse gentilmente. “Benvenuta, Bella”

La donna con i capelli scuri mise la sua mano sopra a quella di Kate. “Sono Carmen, questo è Eleazar. Siamo veramente contenti di conoscerti”

“A-anche io” bofonchiai.

Tanya guardò le persone che stavano aspettando dietro di lei - l’assistente di Charlie, Mark, e sua moglie. I loro occhi erano grandi mentre si avvicinavano al clan dei Denali.

“Ci conosceremo meglio dopo. Abbiamo tanto tempo per quello!” rise Tanya mentre lei e la sua famiglia continuarono a camminare.

Tutte le tradizioni standard furono mantenute. Fui accecata dai flash mentre tenevamo il coltello sopra una torta spettacolare - troppo grande, pensai, per il nostro gruppo intimo di amici e famiglia. Abbiamo mostrato la torta agli altri a turno; Edward ingoiò coraggiosamente la sua porzione mentre io guardavo con incredulità. Lanciai il mio bouquet con un’abilità poco tipica, proprio tra le mani sorprese di Angela. Emmett e Jasper emisero delle risate simili a ululati non appena io arrossii, mentre Edward toglieva la mia giarrettiera prestata - che feci scivolare giù per la mia caviglia - con i suoi denti molto attentamente. Strizzandomi un occhio, la gettò proprio sul volto di Mike Newton.

E poi la musica iniziò, Edward mi prese tra le sue braccia per il solito primo ballo; andai volentieri, nonostante avessi paura di danzare - soprattutto davanti ad un pubblico - così felice da farmi tenere. Fece tutto, e feci una piroetta con facilità sotto lo scintillio di una tettoia di luci e i flash dalle macchine fotografiche.

“Ti stai divertendo, signora Cullen?” sospirò nel mio orecchio.

Risi. “Mi ci vorrà un pò per abituarmi”

“Abbiamo del tempo” mi ricordò, la sua voce esultante, e si avvicinò per baciarmi mentre danzavamo. Le macchine fotografiche andavano alla grande!

La musica cambiò e Charlie bussò sulla spalla di Edward.

Non era molto facile danzare con Charlie. Non era bravo in ciò quanto lo ero io, così ci movevamo da una parte all’altra formando un piccolo quadrato. Edward e Esme ci fecero girare come Fred Astaire e Ginger Rogers.

“Mi mancherai a casa, Bella. Mi sento già solo”

Parlai attraverso una gola stretta, cercando di renderlo simpatico. “Mi sento orribile, lasciandoti cucinare da solo - è praticamente una negligenza criminale. Mi potresti arrestare”

Fece un sorriso. “Suppongo che sopravviverò. Chiamami solo se puoi”

“Te lo prometto”

Sembrava come se danzassi con tutti. Era bello vedere tutti i miei vecchi amici, ma volevo veramente stare con Edward più di ogni altra cosa. Ero felice quando ci interruppe, proprio mezzo minuto dopo che una nuova musica partì.

“Non ti piace ancora Mike, eh?” commentai mentre Edward mi faceva roteare lontano da lui.

“Non quando devo sentire i suoi pensieri. E’ fortunato che non lo prendo a calci nel sedere. O peggio”

“Si, giusto”

“Hai avuto occasione di darti un’occhiata?”

“Uhm, no. Non penso. Perchè?”

“Allora penso che non capisci quanto sei bello in maniera straziante stasera. Non sono sorpresa del fatto che Mike stia avendo delle difficoltà con degli inadatti pensieri su una donna sposata. Non mi va bene che Alice non si sia rassicurata di averti fatto guardare allo specchio”

“Sei molto parziale, lo sai”

Sospirò e poi fece una paura e mi portò in giro per guardare la casa. Il muro di vetro rifletteva sulla festa come un lungo specchio. Edward indicò la coppia nello specchio direttamente dall’altra parte di noi.

“Parziale, eh?”

Intravidi il riflesso di Edward - un perfetto doppione della sua perfetta faccia - con una bellezza mora dalla sua parte. La sua pelle era cremosa e rosea, i suoi occhi erano enormi con eccitamento e ricoperti da folte ciglia. Il fodero stretto del brillante abito bianco diventò svasato sottilmente allo strascico come una calla invertita, tagliato così abilmente che il suo corpo sembrava elegante e grazioso - mentre invece erano inerte.

Prima che potessi sbattere le palpebre e far tornare la bellezza in me, improvvisamente Edward si irrigidì e si girò automaticamente dall’altra parte, come se qualcuno l’avesse chiamato.

“Oh!” disse. La sua fronte solcò per un istante e poi si appiattì velocemente.

Improvvisamente stava sfoggiando un sorriso brillante.

“Che c’è?” chiesi.

“Una sorpresa del matrimonio”

“Eh?”

Non rispose, ma cominciò a danzare di nuovo, facendomi girare dall’altra parte dove stavamo prima, via dalle luci e subito dopo nella profonda falciata della notte che accerchiava la luminosa pista da ballo.

Non si fermò fino a quando non raggiungemmo la parte oscura di uno degli enormi cedri. Poi Edward guardò dritto all’ombra più scura.

“Grazie” disse Edward all’oscurità. “E’ molto gentile da parte tua…”

“Gentile è uno dei miei nomi” una voce rauca e familiare rispose dalla notte buia. “Posso interrompere?”

La mia mano andò verso la gola, e se Edward non mi stesse tenendo, sarei crollata.

“Jacob!” bofonchiai non appena potei respirare. “Jacob!”

“Ehi, Bells”

Io inciampai verso il suono della sua voce. Edward mantenne la sua presa sotto il mio gomito fino a quando un altro paio di forti mani mi catturarono nelle tenebre.

Il calore della pelle di Jacob bruciò sotto il mio vestito appena lui mi prese tra le braccia. Egli non fece nessuno sforzo per ballare, mi abbracciò solamente, mentre io affondai il mio viso nel suo petto. Egli inclinò la sua guancia verso il basso e la appoggiò sopra la mia testa. ‘Rosalie non mi perdonerebbe mai se non le faccio fare il suo giro sulla pista da ballo,’ mormorò Edward, e sapevo che voleva lasciarci soli, donandomi quel momento con Jacob.

‘Oh, Jacob.’ Stavo piangendo; non riuscii a parlare in modo chiaro. ‘Grazie’. ‘Basta piangere, Bella. Ti rovini il tuo vestito. Per me. ‘.

‘E allora? Oh, Jake! Tutto è perfetto. ‘

Egli sbuffò. ‘Sì -la festa può iniziare. Il miglior uomo finalmente è arrivato. ‘ ‘Adesso tutti quelli che amo sono qui’. Ho sentito le sue labbra sui miei capelli.

‘Mi dispiace, sono in ritardo, tesoro.’

‘Sono così felice che tu sia venuto!’

‘Questa era stata l’idea’.

Guardai verso gli ospiti ma, attraverso i ballerini, non riuscii a trovare il padre di Jacob . Non sapevo se c’era ancora.

‘Billy sa che sei qui?’

‘Sono sicuro che Sam gliel’ha detto. Andrò a vederlo quando… quando la festa sarà finita ‘.

‘Sarà così contento che sei tornato a casa.’

acob si tirò indietro un po’ e si raddrizzò. Lasciò una mano sulla mia schiena, mentre con l’altra prese la mia mano destra. Egli cullò le nostre mani sul suo petto; ho potuto sentire il suo cuore battere sotto il mio palmo, e capii che non aveva messo la mia mano lì accidentalmente.

‘Non so se so ballare questa canzone’, ha detto, e ha iniziato a girare intorno a me in un lento cerchio che non trovò il ritmo della musica proveniente da dietro di noi.

‘Devo migliorare.’ Abbiamo iniziato a muoverci secondo il ritmo del suo cuore.

‘Mi fa piacere di essere venuto’, disse Jacob tranquillamente dopo un attimo. ‘Prima non lo pensavo. Ma è bello vederti… ancora una volta. Non è triste come avevo pensato sarebbe stato ‘.

‘Non voglio che ti senti triste’.

‘Lo so. E io non sono venuto questa sera per farti sentire colpevole ‘.

‘No, sono molto felice che tu sia venuto. È il miglior regalo che ho ricevuto oggi.’

Lui si mise a ridere.

‘Questo è bello, perché non ho avuto il tempo di comprare un vero regalo’. I miei occhi si adattarono all’oscurità, e vidi il suo viso, più in alto del previsto. Possibile che stesse crescendo ancora? E ’stato un sollievo vedere le sue familiari caratteristiche di nuovo dopo tutto questo tempo: i suoi occhi profondi, sotto i capelli arruffati, i suoi zigomi alti, le sue labbra piene che si estendevano nel sorriso sarcastico che si addiceva al suo volto. I suoi occhi erano stretti attorno ai bordi -attenzione; riuscii a vedere che era molto attento questa sera. Sapevo che stava facendo tutto ciò per rendermi felice, e faceva di tutto per non farmi capire cosa gli costava in realtà.

E io invece non avevo mai fatto nulla di buono per meritare un amico come Jacob.

‘Quando hai deciso di tornare?’ ‘Consapevolmente o inconsapevolmente?’

Fece un respiro profondo prima di rispondere. ‘Non so. Immagino che il mio pellegrinaggio alla fine mi ha condotto ancora quì. Ma fino a questa mattina non avevo intenzione di venire. Non sapevo se potevo.’

Egli si mise a ridere.

‘Tu non riesci nemmeno ad immaginare come mi sento strano a camminare su due gambe. E i vestiti! E adesso è più strano perché mi sento strano. Non lo immaginavo. Sono fuori esercizio umano ‘.

Continuavamo a ruotare. ‘Sarebbe stato un peccato perdersi tutto questo. Ne è valsa la pena, fare tutta quella strada per essere qui. Guardati Bella. Sei così bella ‘.

‘Alice mi ha dedicato un sacco di tempo oggi. E poi, il buio aiuta. ‘

‘Non è così buio per me, sai.’

‘Giusto.’ Sensi straordinari. Fu facile dimenticare tutte le cose che lui poteva fare, sembrava così umano. Soprattutto in questo momento.

‘Hai tagliato i capelli’, notai. ‘Sì. È più facile, si sa. Ho pensato di sfruttare meglio le mani. ‘

‘Mi piacciono,’ mentii. Lui sbuffò.

‘Giusto. L’ho fatto io stesso, con delle cesoie da cucina arrugginite.’ Egli sorrise ampiamente per un attimo, e poi il suo sorriso sbiadì. La sua espressione si fece seria.

‘Sei felice, Bella?’

‘Sì’.

‘Va bene.’

Sentii che alzò le spalle.

‘Questa è la cosa principale, immagino’.

 ’Come stai, Jacob? Davvero? ‘

‘Sto bene, Bella, davvero. Non è necessario preoccuparsi per me. Puoi smetterla di bombardare di telefonate Seth ‘.

‘Non lo chiamavo solo per sapere di te. Mi piace Seth ‘.

‘È un bravo ragazzo. Il migliore, tra loro. Ti confesso che se i licantropi potessero sbarazzarsi delle voci, la vita di un lupo sarebbe perfetta. Risi, per il modo in cui suonava ‘Sì, non posso zittire neanche io certe voci’. ‘Nel tuo caso, significherebbe che sei pazza. Ovviamente, lo sapevo già che sei pazza’, scherzò.

‘Grazie’.

‘La pazzia, probabilmente, è più facile che invada il cervello. Essere pazzi delle voci delle persone la fuori non è normale. Dovrò mandare una baby-sitter a controllarli. ‘Eh?’

‘Sam è la fuori. E alcuni degli altri. Solo nel caso in cui, si sa. ‘

‘In caso di cosa?’

‘Nel caso in cui non si possa stare insieme, in caso che le cose non vadano bene. Nel caso che io decida di rovinare la festa ‘.

Egli accennò un rapido sorriso ‘Ma io non sono qui per rovinare il tuo matrimonio, Bella. Sono qui per. . ‘. Egli ha guardato fuori. ‘Per rendere tutto perfetto’.

‘Questo è un alto obbiettivo’. Egli gemette al mio cattivo scherzo e poi sospirò. ‘Sono qui solo per essere il tuo amico. Il tuo migliore amico, come un tempo ‘.

‘Sam si dovrebbe dare più credito’.

‘Beh, forse sto vedendo le cose dal punto di vista sbagliato. Forse sarebbe qui comunque, a tenere d’occhio Seth. Ci sono un sacco di vampiri qui. Seth non prende questa storia sul serio come dovrebbe ‘.

‘Seth sa che non è in alcun pericolo. Lui comprende i Cullen meglio di Sam. ‘

‘Certo, certo,’ ha affermato Jacob, facendo la pace prima che potesse trasformarsi in una lotta. E ’stato strano vedere lui fare il diplomatico.

‘Mi dispiace per quelle voci,’ ho detto.

‘Vorrei poter fare meglio.’ In tanti modi. ‘Non è così male. Sono familiari ‘.

‘… Sei felice?’

‘Sufficientemente. Ma non conto io. Sei tu la stella di oggi. ‘Egli rise.

‘Scommetto che sono tutti affettuosi con te. Al centro delle attenzioni ‘.

‘Sì. Non si possono ottenere sufficienti attenzione. ‘

Egli si mise a ridere e poi guardò sopra la mia testa. Ha studiato il bagliore luccicante, il grazioso turbine di danzatori, i petali che cadono dalle ghirlande; Guardai con lui. Tutto sembrava molto distante da questo nero. Quasi come guardare una raffica di neve sul globo.

‘Hanno dato molto per questo’, ha detto.

‘Loro sanno come fare una festa’.

‘Alice è un inarrestabile forza della natura.’ Egli sospirò.

‘Canzone finita. Pensi che ne ho un altra? O che è chiedere troppo? ‘

Ho rafforzato la mia mano sul suo petto. ‘Si possono avere tutti i balli che si desiderano”

Egli si mise a ridere. ‘Sarebbe interessante.’

Ci siamo rivolti in un altro cerchio.

‘Avresti bisogno di pensare che avrei fatto bene a dirti addio allora’, ha mormorato. Ho cercato di ingoiare il groppone alla gola, ma non sono riuscita a mandarlo verso il basso. Jacob mi guardò e si accigliò. Egli catturò con le sue dita le lacrime sul mio volto.

‘Non devi piangere, Bella’.

‘Tutti piangono ai matrimoni,’ ho detto.

‘Questo è ciò che desideri, giusto?’

‘Giusto’.

‘Allora sorridi.’

Ci provai. Egli rise della mia smorfia

‘Io cerco di ricordare che tutto questo ti piace. Fingere che. . ‘.

‘Che cosa? Che sono morta? ‘

Egli serrò i denti. Era in lotta con se stesso – con la sua decisione di fare della sua presenza un dono, non un motivo di guerra. Riuscii ad indovinare cosa volesse dire. ‘No’, ha risposto alla fine.

‘No. Ma ti vedrò in questo modo, nella mia testa. Guance rosa. Battito cardiaco. Due denti normali. Tutto questo. ‘ Ho deliberatamente pestato il suo piede, più forte che potevo. Egli sorrise.

‘Ecco la mia ragazza.’ Stava per iniziare a dire qualcos’altro, ma si fermò e chiuse la bocca. Lottando ancora una volta, strinse i denti, per non dire ciò che voleva dire. Il mio rapporto con Jacob sarebbe stato facile. Naturale come respirare. Ma dal momento che nella mia vita c’era Edward, era sempre stato in forte tensione . Perché dal punto di vista di Jacob, per me scegliere Edward era stato un passo verso qualcosa che lui considerava peggiore della morte.

‘Che cosa c’è, Jake? Dimmelo. Puoi dirmi tutto. ‘

‘Io-Io… Io non ho niente da dirti’.

‘Oh per favore. Parla. ‘

‘E ‘vero. Non è…una domanda. È qualcosa che voglio tu dica a me”

‘Dimmi’.

Lui lottò per qualche altro minuto, poi disse.

‘Io non dovrei. Non importa. Sono solo morbosamente curioso ‘.

Lo conoscevo bene, per cui capii.

‘Non è questa sera, Jacob,’ ho sussurrato. Jacob era ancora più ossessionato di Edward, riguardo la mia mortalità. Lui aveva sempre custodito i miei battiti cardiaci, sapendo che ormai erano contati ‘Oh’, disse, cercando di nascondere il suo sollievo ‘Oh’.

Iniziò un nuovo brano, ma lui non notò il cambiamento questa volta.

‘Quando?’, Ha sussurrato.

‘Non so per certo. Una settimana o due, forse. ‘ La sua voce cambiò, assunse un atteggiamento difensivo, scherzoso.

‘Qual è la ragione del ritardo?’

‘Non voglio trascorrere la mia luna di miele contorcendomi dal dolore’.

‘Come preferisci passarla? Giocando a Dama? Ha ha. ‘

‘Molto divertente’.

‘Scherzavo, Bells. , Ma, onestamente, non vedo il punto. Non si può avere una vera e propria luna di miele con il vampiro, quindi perché passare attraverso delle proposte di risoluzione? Dì le cose come stanno. Questa non è la prima volta che hai preso questa via. È buona cosa, anche se ‘, egli ha detto, improvvisamente serio. ‘Non sono imbarazzato, in proposito.’

‘Non sto mentendo,’ ho affermato.

‘E sì che posso avere un vero e proprio viaggio di nozze! Posso fare quello che voglio! ‘ Smettemmo di roteare bruscamente. Per un attimo mi chiesi se infine avesse notato che la musica era cambiata. E poi sporse i suoi occhi, aveva uno sguardo confuso, pieno di orrore. .

‘Cosa?’, Sussultò. ‘Che cosa hai detto?’

‘A proposito di che…? Jake? Che cosa c’è di sbagliato? ‘

‘Che cosa significa? Avere una vera e propria luna di miele? Mentre si è ancora umani? Mi stai prendendo in giro? Questo è un brutto scherzo, Bella! ‘

Lo guardai.

‘Ho fatto male a dirlo, Jake. Questo non è affar tuo. Io non avrei dovuto… non dobbiamo parlare anche di questo. E’ privato’

Le sue enormi mani mi presero le spalle e mi avvolsero più forte. ‘Oh, Jake! Lasciami andare! ‘ Mi scosse.

‘Bella! Hai perso la testa? Non si può essere così stupidi! Dimmi che stai scherzando! ‘ Mi scosse di nuovo. Le sue mani tremarono e le vibrazioni andarono in profondità nelle mie ossa

‘Jake,basta!’ L’oscurità era diventata molto affollata.

‘Toglile le mani di dosso’

La voce di Edward era fredda come il ghiaccio, tagliente come rasoi. Dietro di Jacob, venne un basso ringhio nella notte, e poi un altro, la sovrapposizione del primo.

‘Jake, stai indietro,’ lo invitò Seth.

‘Stai perdendo’. Jacob sembrava congelato e i suoi occhi erano sbarrati.

‘Le farai male’, sussurrò Seth.

‘Lasciala andare.’ ‘Adesso!’ ringhiò Edward. Le mani di Jacob si allontanarono, e l’improvviso zampillo di sangue attraverso le mie vene fu quasi doloroso. Prima che potessi rendermi conto di qualcosa, il freddo sostituì il caldo, e l’aria cambio improvvisamente. Tremai, e mi ritrovai molto distante da Jacob. Edward era in tensione, di fronte a me. C’erano due grossi lupi tra lui e Jacob, ma questi non erano aggressivi verso di me. Sembrava che essi volessero impedire la lotta.

Seth, che aveva solo 15 anni avvolse le sue braccia intorno al corpo di Jacob, agitandolo, e lo tirò via. Jacob si calmò, con Seth così vicino

‘Vieni Jacob. Andiamo ‘.

‘Ti ucciderò’ ha affermato Jacob, la sua voce così strozzata. Arrabbiata che era bassa come un sussurro. I suoi occhi, si concentrarono su Edward, guardandolo con furia.

‘Ti ucciderei. Lo farei adesso!’ Egli rabbrividì. Il grande lupo nero grugnì improvvisamente.

‘Seth, portalo via,’ Sibilò Edward. Seth tirò Jacob.

Jacob è stato così disorientato dalla rabbia che Seth è stato costretto a strattonarlo per farlo camminare.

‘Non farlo, Jake. Cammina. Vieni’. Sam- il grande lupo nero- afferrò Seth. Mise la sua testa massiccia contro Jacob e spinse. I tre lupi scomparvero nel buio- Arrivò un altro lupo dietro di loro . Non ero sicura, nella debole luce, del colore della sua pelliccia marrone cioccolato, Forse era Quil??

‘Mi dispiace,’ ho sussurrato al lupo.

“Va tutto bene adesso, Bella,’ mormorò Edward. Il lupo guardò Edward. Il suo sguardo non fu amichevole. Edward gli diede un freddo cenno del capo. Il lupo si imbronciò e poi seguì gli altri

‘Tutto bene”, ripetè Edward a se stesso, poi guardò me.

‘Vieni dentro’.

‘Ma - Jake’

‘Sam gli da una mano. Se ne sono andati . ‘

‘Edward, sono molto dispiaciuta. Sono stata stupida -’

‘Non hai fatto niente di sbagliato -’

‘Parlo troppo! Perché dovrei… io non avrei dovuto dirglielo. A cosa stavo pensando?’

‘Non preoccuparti.’ Sfiorò il mio volto.

‘Abbiamo bisogno di tornare sulla pista prima che qualcuno noti la nostra assenza.’

Mi scrollò un po’ la testa, cercando di riportarmi alla realtà.

‘Dammi due secondi,’ gli chiesi. Dentro di me c’era panico e dolore, ma ora non importava. Dovevo contenermi.

‘Il mio vestito?’

‘Bellissimo. Non un capello fuori posto ‘.

Feci due profondi respiri. ‘Va bene. Andiamo ‘.

Ha messo le braccia intorno a me e mi ha portato nuovamente alla luce. Quando passò sotto il scintillio di luci, mi mise dolcemente sulla pista da ballo. Ci confondemmo con gli altri ballerini come se la nostra danza non fosse mai stata interrotta. Mi guardai attorno, ma nessuno sembrava turbato o spaventato. Solo i volti pallidi mostravano segni di stress, e si nascondevano bene. Jasper e Emmett erano ai margini del pavimento, vicini insieme, e capii che sono stati vicini durante il confronto.

‘Sei-’

‘Sto bene,’ ho promesso.

‘Non posso credere a ciò che ho fatto. Che cosa c’è di sbagliato in me? ‘

‘Non c’è niente di sbagliato in te.’

Ero così felice di vedere Jacob. Sapevo il sacrificio che gli costava. E io avevo trasformato il suo dono in disastro. Vorrei essere messa in quarantena. Ma la mia idiozia non doveva rovinare tutto il resto questa sera. Vorrei metterlo in un cassetto e bloccarlo per affrontarlo in un secondo momento. Non c’era il tempo per auto flagellarmi. Ora non potevo fare niente per aiutarlo.

‘E’ finita,’ ho detto.

‘Non dobbiamo più pensarci questa sera.’

Mi aspettavo un rapido accordo da Edward, ma è stato in silenzio.

‘Edward?’ Chiuse gli occhi e avvicinò il viso al mio.

‘Jacob ha ragione’, ha sussurrato.

‘Che cosa sto pensando?’

‘Lui non ha ragione.’

Ho cercato di mantenere la mia faccia liscia per guardare la folla di amici.

‘Jacob è troppo coinvolto per vedere qualcosa chiaramente’.

Egli borbottò qualcosa di basso che suonava quasi come ‘dovrebbero permettergli di uccidermi, così non avrebbe più problemi…’Stop’, ho detto ferocemente. Ho afferrato il suo volto nelle mie mani ho aspettato fino a quando aprì gli occhi.

‘Io e te. È l’unica cosa che conta. L’unica cosa a cui sei autorizzato a pensare adesso. Mi senti? ‘

‘Sì’, egli sospirò. ‘Dimentichiamo Jacob’. Potevo farlo. Desideravo farlo. ‘Per me. Prometti che non ci ripenserai” Egli mi fissò negli occhi per un attimo prima di rispondere.

‘ Lo prometto”

‘Grazie. Edward, non ho paura ‘.

‘Io sono..’, ha sussurrato.

‘Non sei.’ Ho preso un respiro profondo e sorrisi. ‘A proposito, ti amo ‘ .

Egli ha sorriso un poco in cambio. ‘Ecco perché siamo qui’.

‘Stai monopolizzando la sposa,’ ha detto Emmett, proveniente da dietro la spalla di Edward.

‘Permettimi di danzare con la mia sorellina. Questa potrebbe essere la mia ultima possibilità di farla arrossire.’ Egli si mise a ridere ad alta voce. Mi resi conto che c’era ancora un sacco di gente con cui non avevo ballato. Edward mi sostenne ancora una volta, e capii che il “cassetto-Jacob” è stato piacevolmente chiuso.

Appena mi avvolse con le sue braccia ricordai che tutto nella mia vita stava andando per il verso giusto, nel posto giusto. Sorrisi e affondai la testa nel suo petto, con le braccia tese.

‘Potrei abituarmi a questo,’ dissi.

‘Non dirmi che hai superato la tua ossessione nel ballare?’

‘Ballare non è tanto male con te. Ma non pensavo a questo, ‘-e io stessa mi strinsi più forte a lui ‘ Pensavo di non lasciarti andare mai. ‘

‘Mai’, promise, e si inclinò verso di me per baciarmi.

Fu un bacio serio, lento ma deciso… Avevo quasi dimenticato dove mi trovavo, quando Alice mi chiamò ‘Bella! È il momento! ‘ Sentivo un filo di irritazione verso la mia nuova sorella per l’interruzione. Edward la ignorò; sue labbra sono state attaccate con decisione alle mie, più urgenti di prima. Il mio cuore impazzi e portai le mani sul suo collo di marmo ‘Volete perdere il vostro aereo?’ Alice chiese, proprio accanto a me.

‘Sono sicura che avrai a disposizione un bel viaggio di nozze accampati in aeroporto in attesa di un altro volo.’

Edward si allontanò un pochino da me e mormorò, ‘Vattene, Alice,’ e poi posò le sue labbra di nuovo sulle mie.

‘Bella, vuoi tenere questo vestito anche in aereo?’, Ha chiesto. Non le prestavo molta attenzione. Al momento, non le prestavo molta cura. Alice grugnì tranquillamente.

‘Le dirò dove state andando Edward, così mi aiuterai” Edward si congelò. Poi allontanò il suo volto dal mio e squadrò la sua sorella preferita.

‘Sei troppo piccola per essere così estremamente irritante.’

‘Non ho preso un abito per il viaggio per poi sprecarlo’ si tirò indietro, tenendo la mia mano.

‘Vieni con me, Bella’.

Lei scosse con impazienza il mio braccio, mi tirò via da lui. Delle risatine si alzarono dagli ospiti che stavano guardando. Lasciai che mi condusse nella casa vuota. Lei ci guardò infastidita.

‘Siamo spiacenti, Alice,’ ho chiesto scusa.

‘Io non ti biasimo, Bella.’ Ella sospirò.

‘Non sei in grado di aiutare te stessa.’

Io ridacchiai alla sua espressione da martire, e lei mi guardò torva.

‘Grazie, Alice. Sono state le nozze più belle che una persona ha mai avuto” le dissi seriamente.

‘ Tutto è andato perfettamente bene. Sei la migliore, la più intelligente, la più talentuosa sorella di tutto il mondo. ‘

Lei si lasciò andare ad un grande sorriso.

‘Mi fa piacere che ti è piaciuto’.

Renée e Esme stavano aspettando al piano di sopra. Noi tre andammo di sopra e Alice mi diede il mio abito blu per il viaggio. Fu piacevole quando qualcuno slegò i miei capelli e li lasciò scendere sulla schiena. Mia madre piangeva senza interruzioni ‘Ti chiamo quando so dove sto andando,’ ho promesso abbracciandola in segno di addio.

Sapevo che la luna di miele segreta non le piaceva; mia madre odiava i segreti, a meno che non toccasse a lei custodirli.

‘Ti faccio sapere quando lei sarà distante” Mi rassicurò Alice, sorridendo alla mia triste espressione. Non era giusto che io ero l’ultima a sapere dove stavamo andando. ‘Vieni da me e Phil molto, molto presto. È la tua possibilità di vedere il sole del sud ‘ha detto Renée.

‘Oggi non ha piovuto’ Le ricordai, ignorando la sua richiesta.

‘Un miracolo’.

‘Tutto è pronto,’ disse Alice.

‘Le valigie sono nell’auto di Jasper” Ella mi tirò indietro verso le scale con Renée al seguito, abbracciandomi ancora.

‘Ti voglio bene, mamma,’sussurrai appena fummo scesi.

‘Sono così contenta che tu abbia Phil. Vi prenderete cura l’uno dell’altra. ‘

‘Anche io ti voglio bene Bella, tesoro.’

‘Addio, mamma. Ti voglio bene ‘, ho detto un’ultima volta. Edward era in attesa in fondo le scale. Ho preso la sua mano tesa e guardai la folla che aspettava che noi uscissimo

‘Papà?’ Ho chiesto, cercandolo.

‘E’ quì’, mormorò Edward. Mi tirò attraverso il ospiti, che realizzarono un percorso per noi. Abbiamo trovato Charlie goffamente appoggiato al muro dietro tutti gli altri, cercando di nascondersi. I cerchi rossi intorno agli occhi spiegarono il perché.

‘Oh, papà!’ Lo abbracciai intorno alla vita, e iniziai ancora a piangere. Avevo pianto troppo stasera. Lui mi picchiettò sulla schiena.

‘E’ ora. Non potete perdere il vostro aereo. ‘

Fu difficile parlare di affetto con Charlie, eravamo molto simili, sempre a cercare di evitare di esprimere i nostri sentimenti. Ma questo non era il tempo di dubitare .

‘Ti vorrò sempre bene, papà,’ gli ho detto. ‘Non dimenticarlo’.

‘Anche io, Bells. Sempre, sempre. ‘

Baciai la sua guancia nello stesso tempo in cui lui baciò la mia ‘Chiamami’, mi disse.

‘Presto,’ promisi, sapendo che non potevo promettere di più. Basta una telefonata. A mio padre e mia madre non era permesso di vedermi nuovamente sarò troppo diversa e troppo, troppo pericolosa.

‘Andate, dunque,’ disse burbero. ‘Non vorrete essere in ritardo.’ Gli ospiti fecero un’altra navata per noi. Edward mi tirò al suo fianco e così facemmo la nostra fuga ‘Sei pronta?’ Domandò.

‘Sì’, dissi, e sapevo che era vero.

Tutti hanno applaudito quando Edward mi baciò sulla porta di casa. Poi mi affrettai verso la macchina perché ci fu una tempesta di riso. La vettura era stata decorata con dei fiori. Edward salii dopo di me e la macchina accelerò.

Così ci lasciammo alle spalle il porticato sotto il quale la mia famiglia salutava la mia schiena. L’ultima immagine che ho registrato è stato uno dei miei genitori. Phil aveva entrambe le braccia teneramente avvolte intorno Renée. Mia mamma aveva un braccio stretto intorno al suo punto vita, e una mano si allungava a stringere quella di Charlie. Tanti diversi tipi di amore. Edward strinse la mia mano.

‘Ti amo’, disse.

Io appoggiai mia testa contro il suo braccio. ‘Ecco perché siamo qui’, lo citai. Lui baciò i miei capelli. Anche se la macchina accelerò di più potei sentire dei ringhi provenienti dalla foresta. E se io avevo sentito, Edward aveva sentito di sicuro.

Ma egli fece finta di niente e ci allontanammo da Forks. Non dissi niente nemmeno io.

La ferita ululò dentro me, ma poi si rimpicciolì e sparì del tutto.

Terzo Capitolo Di Breaking Dawn

August 24, 2008 - 4:19 pm No Comments

Un grande giorno

I miei occhi si spalancarono.

Giacevo rabbrividendo e ansimando nel mio caldo leggo da molti minuti, cercando di dimenticarmi del sogno. Il cielo fuori la mia finestra era diventato grigio e poi di un rosa pallido mentre aspettavo che il mio cuore si calmasse.

Quando tornai completamente alla realtà della mia disordinata e familiare camera, ero irritata con me stessa. Che sogno avevo fatto la notte prima del mio matrimonio! Ecco quello che è successo solo per essere ossessionata sulle storie nel mezzo della notte.

Desiderosa di scrollarmi di dosso quell’incubo, mi vestii e andai in cucina prima del dovuto. Prima di tutto pulii le stanze già pulite, e poi quando Charlie fu sveglio gli preparai dei pancakes. Ero troppo agitata da avere qualche interesse nel fare colazione - mi sedetti sulla sedia mentre lui mangiava.

“Dovrai andare a prendere il signor Weber alle tre precise” gli ricordai.

“Non devo fare molto oggi se non andare a prendere il ministro, Bells. E’ improbabile che dimentichi il mio lavoro” Charlie si era preso un giorno intero per il matrimonio, e non aveva impegni. Ogni tanto, i suoi occhi scintillavano furtivamente all’armadio sotto le scale, dove teneva l’attrezzatura per la pesca.

“Quello non è il tuo lavoro. Devi anche vestirti ed essere presentabile”

Guardò storto nella sua tazza dei cereali e bofonchiò le parole “vestito da scimmia” sotto il suo respiro.

Ci fu un fugare ticchettio alla porta.

“Pensi che te la passerai male” dissi, sorridendo mentre mi alzavo. “Alice lavorerà su di me per tutto il giorno.”

Charlie annuì pensosamente, ammettendo che non aveva avuto la minor esperienza. Mi abbassai per baciare la sua fronte mentre passavo - lui arrossì e deglutì - e poi continuai ad andare verso la porta per la mia migliore ragazza e presto sorella.

I capelli corti e neri di Alice non erano spinosi come sempre - c’erano dei piccoli riccioli intorno alla sua faccia da elfo, che le dava l’aria da donna d’affari. Mi trascinò via dalla casa con un “Hey, Charlie” che richiamò fino all’altra parte della stanza.

Alice continuava ad apprezzarmi mentre andavo nella sua Porsche.

“Oh, diavolo, guarda i tuoi occhi!” esclamò come un rimprovero. “Cosa hai fatto? Sei stata sveglia tutta la notte?”

“Quasi”

Mi guardò in cagnesco. “Mi sono solo concessa un pò di tempo per farti magnifica, Bella - tu dovresti prenderti cura della mia materia prima”

“Nessuno si aspetta che io sia magnifica. Penso che il problema maggiore sia che potrei addormentarmi durante la cerimonia e non riuscire a dire lo voglio durante la parte giusta, e così Edward scapperà”

Risi. “Ti tirerò il mio bouquet quando sarà vicino”

“Grazie”

“Al meno avrai un pò di tempo per dormire sull’aereo domani”

Alzai un sopracciglio. Domani, rimuginai. Se fossimo usciti domani sera dopo il ricevimento, e saremmo ancora sull’aereo domani…beh, non staremmo andando a Boise, Idaho. Edward non aveva fatto un accesso. Io non ero troppo troppo stressata per il mistero, ma era strano non sapere dove avrei dormito la notte seguente. O speranzosamente non avrei dormito…

Alice realizzò che aveva dato qualcosa via, e aggrottò le sopracciglia.

“I tuoi bagagli sono pronto” disse per distrarmi.

Funzionava. “Alice, avrei voluto che tu mi lasciassi impacchettare le mie cose!”

“Ci sarebbe voluto troppo”

“E ti avrei tolto un’opportunità per fare compere”

“Tu sarai la mia sorella ufficiale in meno di dieci ore…è tempo di risolvere questa avversione sui nuovi vestiti”

Guardai barcollando fuori il parabrezza fino a quando noi non stavamo a casa.

“E’ già tornato?” chiesi.

“Non ti preoccupare, starà qui prima che la musica inizi. Ma non devi vederlo, non importa quando torna. Lo faremo al modo tradizionale.

Grugnii. “Tradizionale!”

“Ok, a parte la sposa e lo sposo”

“Lo sai che già mi ha vista”

“Oh no…ecco perché sono l’unica che ti ha visto con il vestito. Sono stata molto attenta a non pensarci quando lui era nei paragi”

“Beh” dissi, mentre entravamo nel viale. “Vedo che hai dovuto riutilizzare le decorazioni della tua laurea.” Tre miglia di guida erano ancora una volta centinai di migliaia di luci scintillanti. Questa volta, aveva aggiunto dei fiocchetti di raso.

“Non sprecare, non sarai bisognoso. Divertiti, perché non vedrai le decorazioni interne fino a che non sarà ora.” Entrò nel garage cavernoso a nord della casa, la grossa Jeep di Emmett non c’era ancora.

“Da quando alla sposa non è permesso vedere le decorazioni?” protestai.

“Da quando mi ci hanno incaricato. Voglio che tu abbia l’effetto totale mentre scendi le scale”

Batté le mani sopra i miei occhi prima che mi lasciasse andare in cucina. Fui immediatamente assalita dal profumo.

“Cosa è quello?” mi chiesi mentre lei mi guidava dentro la casa.

“E’ troppo?” la voce di Alice era improvvisamente preoccupata. “Sei la prima umana qui, spero che ti vada bene”

“E’ favoloso” la rassicurai - quasi intossicandola, ma non travolgendola tutta, l’equilibro delle diverse fragranze era sottile e pulito. “Fiori d’arancio…lillà…e qualcos’altro - giusto?”

“Molto bene, Bella. Hai solo dimenticato la fresia e le rose”

Non vide i miei occhi fino a quando non eravamo nel suo grande bagno. Guardai il lungo sportello, riempito con tutti gli attrezzi di un salone di bellezza, e cominciai a sentire la mia notte senza sonno.

“E’ proprio necessario? Sarò semplice accanto a lui, non importa cosa”

Mi fece sedere su una sedia rosa. “Nessuno oserà vederti semplice quando avrò finito con te”

“Solo perché hanno paura che tu succhierai il loro sangue” mormorai. Mi tirai indietro dalla sedia e chiusi i miei occhi, sperando di poter addomentarmici. Feci la dormisveglia per un pò mentre copriva e puliva ogni macchia del mio corpo.

Fu dopo pranzo quando Rosalie passò accanto alla porta del bagno con addosso una vestaglia di un argento brillante con i suoi capelli dorati raccolti in una corona leggere sopra la testa. Era così bella che mi fece quasi piangere. Quale era il punto per vestirsi bene con Rosalie intorno?

“Sono tornati” disse Rosali, e immediatamente il mio attacco infantile di disperazione passò. Edward era a casa.

“Tienilo lontano da qui!”

“Non ti contrarierà oggi” la rassicurò Rosalie. “Valuta troppo la sua vita. Esme deve fare loro finire le cose. Vuoi un aiuto? Posso farle i capelli”

La mia mascella si spalancò. Continuavo a muovermi sulla mia testa, cercando di ricordare come chiuderla.

Non ero mai stato la persona preferita di Rosalie. Perciò, rendendo le cose più difficili tra di noi, era personalmente offesa dalla scelta che avevo fatto. Sebbene avesse la sua impossibile bellezza, la sua amabile famiglia, e un’anima gemella come Emmett, avrebbe dato via tutto ciò per essere umana. Ed ecco che io gettavo via tutto ciò che lei voleva dalla vita come se fosse spazzatura. Ciò non mi fece prendere in simpatica da lei.

“Sicuro” disse Alice agevolmente. “Puoi cominciare a fare la treccia. La voglia intricata. Il velo va qui, sotto.” Le sue mani cominciarono a setacciare i miei capelli, movendoli, girandoli, facendo mostrare cosa voleva esattamente. Quando ebbe finito, le mani di Rosalie presero il posto delle sue, movendo i miei capelli con un tocco leggero. Alice si voltò.

Una volta che Rosalie ebbe ricevuto la lode di Alice per i miei capelli, fu mandata a recuperare il mio vestito e poi a cercare Jasper, a cui era stato dato l’incarico di andare a prendere mia madre e suo marito, Phil, dal loro hotel. Giù per le scale, riuscivo quasi a sentire la porta aprirsi e chiudersi. Le voci cominciarono a fluttuare verso di noi.

Alice mi fece stare alzare così che potesse muovere il vestito lentamente dai miei capelli e il trucco. Le mie ginocchia si muovevano così malamente mentre lei fissava la lunga linea di bottoni di perla sopra la mia schiena che il raso tremava in piccole increspature per il pavimento.

“Respiri profondi, Bella” disse Alice. “E cerca di rallentare il battito del tuo cuore, altrimenti comincerai a sudare tutta”

Le diedi la miglior espressione sarcastica che avessi potuto fare. “Me ne occuperò subito.”

“Mi devo vestire, ora. Puoi stare ferma per due minuti?”

“Uhm…forse?”

Fece roteare i suoi occhi e sfrecciò fuori la porta.

Mi concentrai sul mio respiro, contando ogni movimento dei miei polmoni, e guardai i disegni che la luce del bagno faceva sul tessuto splendente della mia gonna. Temevo di guardarmi nello specchio - temevo che l’immagine di me stessa nell’abito da sposa mi avrebbe mandato oltre il limite in un attacco di panico in piena scala.

Alice era tornata prima che avessi fatto duecento respiri, in un abito che scendeva giù il suo corpo magro come una cascata argentea.

“Alice…wow”

“Non è niente. Nessuno mi guarderà oggi. Non mentre tu sei nella sala…”

“Ah, ah”

“Ora, riesci a controllarti, o devo portare Jasper di sopra qui?”

“Sono tornati? C’è mia madre?”

“E’ appena entrata. Sta per arrivare su”

Renée era arrivata due giorni prima, ed avevo trascorso ogni singolo minuto che potevo con lei - ogni minuto in cui potevo staccarla da Esme e le decorazioni, in altre parole. Per quel che potevo dire, si stava divertendo di più con ciò di un bambino che entra di nascosto a Disneyland durante la notte. In un certo modo, mi sentivo quasi presa in giro quanto Charlie. Tutto ciò distruggeva il terrore sopra la sua reazione…

“Oh, Bella!” urlò, entusiasta prima che stesse in fondo alla porta. “Oh, tesoro, sei bellissima! Sto per piangere! Alice, sei favolosa! Tu ed Esme dovreste mettere su un’agenzia per matrimoni. Dove avete trovato questo vestito? E’ favoloso. Così grazioso, così elegante. Bella, sembri essere uscita da uno dei film ispirati a Jane Austen” la voce di mia madre sembrava un pò distante, e tutto ciò nella stanza era leggermente offuscato. “Proprio un’ottima idea, disegnare il tema intorno all’anello di Bella. Così romantico! E pensare che è stato nella famiglia di Edward da 1800 anni!”

Alice ed io ci scambiammo un breve sguardo di cospirazione. Mia madre vestiva un vestito che sembrava appartenere al medioevo. Il matrimonio non era proprio centrato sull’anello, ma su Edward stesso.

Ci fu un forte e rauco raschiamento di gola nella porta. “Renée, Esme ha detto che è ora che tu vada disotto” disse Charlie.

“Beh, Charlie, non sembrare affascinante!” Renée disse in un tono che sembrava quasi scioccata. Quello spiegava la durezza della risposa di Charlie.

“Alice mi ha cercato”

“E’ già ora veramente?” si disse Renée, sembrando tanto nervosa quanto me. “E’ successo tutto velocemente. Mi gira la testa”

Questa ci ha fatto capire.

“Abbracciami prima di andare di sotto” insistette Renée. “Attenta ora, non strappare niente”

Mia madre mi strinse gentilmente intorno alla vita, poi si voltò verso la porta, solo per finire il suo giro e mi guardò di nuovo.

“Oh Dio, me ne stavo quasi per dimenticare! Charlie, dove è la scatola?”

Mio padre rovistò nelle sue tasche per un minuto e poi mostrò una piccola scatola bianca, che porse a Renée. Lei aprì il coperchio e me la diede.

“Qualcosa di blu” disse.

“Qualcosa di vecchio anche. Appartenevano a mia madre” aggiunse Charlie. “Abbiamo fatto sostituire le pietre con degli zaffiri”

Dentro la scatola c’erano due pettini pesante d’argento. I zaffiri di un blu scuro erano raggruppati fino a formare delle forme floreali ed intricate sopra i denti.

La mia gola si chiuse. “Mamma, papa…non avreste dovuto”

“Alice non ci avrebbe fatto fare nient’altro” disse Renée. “Ogni volta che ci provavamo, ha fatto tutto tranne prenderci per la gola”

Una sciocca risatina isterica scoppiò attraverso le mie labbra.

Alice avanzò e fece scivolare velocemente entrambi i pettini sui miei capelli sotto le mie spesse trecce. “E’ qualcosa di vecchio e di blu” rifletté Alice, facendo un pò di passi indietro per ammirarmi. “E il tuo vestito e nuovo…così qui…”

Mi diede qualcosa. Io la presi automaticamente, e la sottile giarrettiera si posò sui palmi delle mie mani.

“E’ mia e la voglio indietro” mi disse Alice.

Arrossii.

“Ecco” disse Alice con soddisfazione. “Un pò di colore…ecco tutto ciò di cui hai bisogno. Sei perfetta” con un leggero sorriso di auto-congratulazione, si voltò verso i miei genitori. “Renée, deve andare disotto”

“Si, signora” Renée mi lanciò un bacio e uscì di corsa dalla porta.

“Charlie, potrebbe prendere i fiori, per cortesia?”

Quando Charlie uscì dalla stanza, Alice prese la giarrettiera dalle mie mani e si abbassò sotto la mia gonna. Ansimai e vacillai mentre la sua mano fredda prendeva la mia caviglia, aggrappò la giarrettiera al suo posto.

Tornò sui suoi passi prima che Charlie tornò portando due bouquet bianchi schiumosi. L’odore delle rose, dei fiori d’arancio, della fresia si mischiarono in una leggera nebbiolina.

Rosalie - la miglior musicista nella famiglia insieme ad Edward - cominciò a suonare il piano disotto. Il canone di Pachelbel. Cominciai a iperventilarmi.

“Calma, Bells” disse Charlie. Si voltò verso Alice nervosamente. “Sembra un pò strana. Pensi che lo farà?”

La sua voce sembrava lontana. Non riuscivo a sentire le mie gambe.

“Farebbe meglio”

Alice stava proprio davanti a me, in punti di piedi per guardarmi meglio negli occhi, e afferrò la mia vita con le sue dure mani.

“Concentrati, Bella. Edward ti sta aspettando làggiù”

Feci un profondo respiro, ricomponendomi.

La canzone cambiò lentamente. Charlie mi incoraggiò. “Bells, ci tocca battere”

“Bella?” chiese Alice, continuando a fissarmi.

“Si” squittii. “Edward. Ok” mi feci trascinare via dalla stanza da lei, con Charlie che si aggrappava al mio braccio.

La musica era forte nella sala. Fluttuava su per le scale insieme con la fragranza di milioni di fiori. Mi concentrai sull’idea che Edward mi aspettava di sotto per farmi mettere i piedi avanti.

La musica era familiare. La marcia tradizionale di Wagner era circondata da tanti abbellimenti.

“Tocca a me” intervenne Alice. “Conta fino a cinque e seguimi” cominciò una graziosa e lenta danza giù per le scale. Avrei dovuto realizzare che avere Alice come mia unica damigella era un errore.

Subito una fanfara trillò attraverso la musica che cresceva. Capii cosa dovevo fare, la mia battuta.

“Non farmi cadere, papà” sospirai. Charlie mi prese sotto braccio e poi afferrò la mia mano con forza.

Un passo alla volta, mi dissi mentre cominciavamo a scendere a quel ritmo lento della marcia. Non alzai gli occhi fino a quando non eravamo sulla terra ferma, salvi, sebbene potessi sentire mormorii e sussurri della gente mentre mi lasciavo intravedere. Il sangue inondò le mie guance solo a sentire quel suono e potevo essere scambiata per una pianta. Non appena i miei piedi passarono accanto alle pericolose scale, lo cercai. Per un istante, mi distrassi dal profumo dei fiori d’arancio che erano appesi come ghirlande da tutto ciò che non era vivo nella stanza, che cadevano insieme a dei lunghi fili di ragnatele. Ma io strappai i miei occhi dalla tettoia in pergola e cercai lungo le file di sedie con drappi di raso - arrossendo di più mentre scrutai meglio la folla di volta tutti puntanti su di me - fino a che non lo trovai che stava prima di un arco coperto da molti fiori e molti fili di ragnatele.

Non ero del tutto conscia che Carlisle gli stava accanto e il padre di Angela stava dietro di loro entrambi. Non vedevo mia madre dove avrebbe dovuto sedersi proprio nelle file davanti, o la mia nuova famiglia, o altri invitati - avrebbero dovuto aspettare fino a dopo.

Tutto ciò che vedevo veramente era il volto di Edward; invase la mia visione e travolse la mia mente. I suoi occhi erano di un oro scottante ed eccessivo; la sua perfetta faccia era quasi seria con la profondità della sua emozione. E poi, non appena incrociò il mio sguardo timoroso, scoppiò in un sorriso mozzafiato di esultazione.

Improvvisamente, fu solo la pressione della mano di Charlie nella mia che mi trattenne dal correre via a capofitto lungo la navata.

La marcia era troppo lenta per farmi tenere al passo. Fortunatamente la navata era abbastanza corta. E poi, alla fine, alla fine, arrivai lì. Edward avvicinò la sua mano. Charlie prese la mia mano e, in un simbolo tanto vecchio quanto il mondo, la appoggiò su quella di Edward. Toccai il freddo miracolo della sua pelle, ed ero a casa.

I nostri voti erano le parole semplice e tradizionali che erano state dette un milione di volte, sebbene mai da una coppia come noi. Avevamo chiesto al signor Weber di fare solo un piccolo cambiamento. Cambiò cortesemente la parte “fino a che morte non ci separi” con la più appropriata “purché possiamo vivere entrambi.”

In quell’istante, mentre il ministro disse la sua parte, il mio mondo, che era stato capovolto per molto tempo, sembrava abituarsi alla sua propria posizione. Vidi solo quanto sciocca ero stata per temere ciò - come se fosse un regalo di compleanno non desiderato o un’imbarazzante esibizione, come il ballo della scuola. Guardai negli occhi pieni di luce e trionfanti di Edward e sapevo che anche io stavo vincendo. Perché nient’altro aveva importanza se non restare con lui.

Non capii che stavo piangendo fino a che non fu ora di dire quelle parole vincolanti.

“Lo voglio” riuscii a farfugliare in un quasi in un incomprensibile sospiro, battendo i miei occhi in modo limpido cosìcchè potessi vedere il suo volto.

Quando toccò a lui parlare, le parole suonavano chiare e victoriose.

“Lo voglio” giurò.

Il signor Weber ci dichiarò marito e moglie, e poi le mani di Edward si alzarono per accarezzare il mio volto, lentamente, come se fosse tanto delicato quanto i bianchi petali che scendevano da sopra le nostre teste. Cercai di capire, attraverso la pellicola di lacrime che mi oscurava la vista, il fatto surreale che questa meravigliosa persona fosse mia. I suoi occhi dorati sembravano come se avessero delle lacrime, se una cosa del genere non fosse impossibile. Chinò la sua testa verso la mia, ed io mi allungai sulle punte delle mie dita dei piedi, gettando le mie braccia - bouquet e tutto - intorno al suo collo.

Mi baciò teneramente, con adorazione; dimenticai la folla di gente, il posto, il momento, il motivo…ricordandomi solo che mi amava, che mi voleva, che ero sua.

Egli cominciò il bacio, e io dovevo finirlo; lo abbracciai, ignorando le risate e i raschiamenti di gola tra la gente. Finalmente, le sue mani trattennero le mia faccia e si tirò un pò indietro - troppo presto - per guardarmi. In apparenza il suo improvviso sorriso era divertito, quasi compiaciuto. Ma sotto il suo divertimento momentario sulla mia esibizione pubblica c’era una gioia profonda che riecheggiò la mia.

La folla eruttò in un applauso, ed egli voltò i nostri corpi per guardare meglio i nostri amici e la nostra famiglia. Non distolsi lo sguardo da lui per osservare loro.

Le braccia di mia madre furono le prime a trovarmi, la sua faccia strappalacrime era la prima cosa che vidi quando finalmente scostai con difficoltà gli occhi da Edward. E poi fui accolta dalla gente, passai da un abbraccio all’altro, solamente conscia di chi mi teneva, la mia attenzione si concentrò solo sulla mano di Edward stretta fortemente nella mia. Riconobbi la differenza tra gli abbracci soffici e calorosi dei miei amici umani e i gentili, freddi abbracci della mia nuova famiglia.

Solo un caldissimo abbraccio spuntò fuori dagli altri - Seth Clearwater aveva fronteggiato la folla di vampiri per sostituire la mia amica perduta.

Secondo Capitolo Breaking Dawn

August 23, 2008 - 4:22 pm No Comments

“Mi manchi già”

“Non devo andare per forza…posso restare”

“Mmm”

Ci fu silenzio per un pò, solo il battito del mio cuore martellava, il ritmo spezzato del nostro respiro irregolare, e il sospiro delle nostre bocche che si muovevano in sincronia.

Qualche volta era così facile dimenticare che stessi baciando un vampiro. Non perché lui sembrava comune o ordinario - non avrei mai potuto dimenticare per un secondo che stessi tenendo qualcuno più angelo che umano nelle mie braccia - ma perché lui faceva sembrare quasi niente che avesse le sue labbra attaccate alle mie, alla mia faccia, alla mia gola. Disse che era passata da molto la tentazione provocata dal mio sangue su di lui, che l’idea di perdermi lo avrebbe curato da ogni desiderio per ciò. Ma sapevo che l’odore del mio sangue causava in lui dolore - e bruciava ancora la sua gola come se stesse inalando delle fiamme.

Ho aperto gli occhi ed ho visto che anche i suoi erano aperti e mi guardavano anche. Non aveva senso quando mi guardava in quel modo. Come se io fossi il premio piuttosto che la fortunata vincitrice oltraggiosa.

I nostri sguardi si catturarono a vicenda; i suoi occhi dorati erano cosi profondi che immaginavo potessi vedere la sua anima. Sembrava veramente sciocco che ciò - l’esistenza della sua anima - fosse mai stato in questione, anche se lui era un vampiro. Aveva la più bella anima, più bella della sua brillante mente o della sua incomparabile faccia o del suo glorioso corpo. Mi guardò come se vedesse la mia anima, e come se gli piacesse ciò che guardava.

Però non riusciva a vedere nella mia mente, come guardava in quella di tutti gli altri. Chi lo sa perchè - qualche cosa nel mio cervello lo rendesse immune a tutte le cose straordinarie e pericolose che gli immortali potevano fare. (Solamente la mia mente era immune, il mio corpo era ancora soggetto ai vampiri con abilità che funzionavano in altri modi di quelle di Edward).

Ma ero seriamente grata a qualsiasi malfunzione che teneva i miei pensieri segreti. Era troppo imbarazzante considerare l’alternativa.

Tirai il suo volto verso il mio, di nuovo.

“Resto” mormorò un istante dopo.

“No. E’ il tuo addio al celibato. Devi andarci”

Dissi quelle parole, ma le dita della mia mano destra si intrecciavano nei suoi capelli bronzi, quella sinistra pressava più duramente contro i suoi reni. Le sue fredde mani mi accarezzavano il volto.

“Gli addii al celibato sono adatti a quelli che sono tristi nel vedere il trascorrere dei loro singoli giorni. Non potrei essere più entusiasta di avere i miei dietro di me. Perciò non c’è motivo”

“Vero” respirai contro la fredda pelle della sua gola.

Era quasi il mio posto felice. Ovviamente Charlie dormiva nella sua camera, che era quasi buono quasi come essere soli. Eravamo rannicchiati sul mio piccolo letto, tanto attorcigliati quanto possibile, considerano il pesante afgano in cui era avvolta come un bozzolo. Odiavo il bisogno della coperta, ma in qualche modo rovinava il rapporto romantico quando i miei denti cominciavano a battere. Charlie se ne sarebbe accorto se io sentivo caldo in agosto…
Al meno, se io dovevo essere legata, la camicia di Edward stava sul pavimento. Non mi sono mai ripreso dallo shock di come fosse perfetto il suo corpo - bianco, freddo e pulito come il marmo. Facevo scorrere le mie mani sul suo petto di pietra proprio in quell’istante, tracciando sui suoi lisci piani dello stomaco, così meravigliosi. Un leggero brivido gli passò attraverso, e la mia bocca trovò la mia di nuovo. Attentamente, feci toccare la punta della mia lingua contro la sua bocca liscia come il ghiaccio, e sospirò. Il suo dolce respiro - freddo e delizioso - strisciò il mio volto. Iniziò ad allontanarsi - la sua risposta automatica quando pensava che le cose stessero andando troppo veloci, la sua reazione di riflesso quando voleva continuare ad andare. Edward aveva trascorso la maggior parte della sua vita a rifiutare qualsiasi gesto di gratificazione fisica. Sapevo che era terrificante per lui cercare di cambiare queste abitudini, ora.

“Aspetta” dissi, prendendo le sue spalle e avvicinandomi dolcemente a lui, sempre più vicina. Avvicinai una gamba alla sua vita. “Sbagliando s’impara”.

Lui rise. “Beh, allora dovremmo essere abbastanza vicini alla perfezione a questo punto, giusto? Hai per caso dormito nell’ultimo mese?”

“Ma questa è la prova generale” gli ricordai “ed abbiamo provato solo alcune scene. Non è il momento di giocare sul sicuro”

Pensavo che avrebbe riso, ma non rispose, e il suo corpo era inerte con improvvisa tensione. L’oro nei suoi occhi sembrava sembrava indurire da liquido a solido. Ripensavo alle mie parole, e realizzai cosa aveva sentito in esse.

“Bella…” sospirò.

“Non ricominciare” dissi. “Un patto è un patto”

“Non lo so. E’ troppo difficile concentrarsi quando tu stai con me come ora. “Non riesco a pensare efficacemente. Non riuscirò a controllarmi. Ti farai male”

“Starò bene”

“Bella…”

“Shh!” appoggiai le mie labbra alle sue per fermare il suo attacco di panico. L’avevo sentito prima. Stava mantenendo il patto. Non dopo aver insistito che lo sposerò prima.

Mi baciò per un istante, ma potevo dire che non c’era dentro come prima. Preoccupante, sempre preoccupante. Come sarebbe diverso se non si dovesse più preoccupare di me? Cosa farebbe durante tutto il suo tempo libero? Dovrebbe trovarsi un nuovo hobby.

“Come sono i tuoi piedi?” chiese.

Sapendo che non intendeva ciò letteralmente, risposi: “Caldi e confortevoli”

“Vero? Nient’altro? Non è troppo tardi per cambiare idea”

“Stai cercando di lasciarmi?”

Rise. “Mi volevo solo rassicurare. Non voglio che tu faccia qualcosa di cui non ne sei sicura”

“Ne sono sicura. Fino a che vivrò”

Lui esitò e mi chiedevo se lo avrei fatto sentire in imbarazzo di nuovo.

“Ci riesci?” chiese con pazienza. “Non intendo il matrimonio - e sono positivo che tu sopravviverai nonostante i tuoi rimorsi - ma dopo…che ne sarà di Renée, e di Charlie?”

Sospirai. “Mi mancheranno”. Peggio, io mancherò a loro, ma non volevo stimolarlo.

“Angela, Ben, Jessica e Mike”

“Mi mancheranno anche i miei amici” sorrisi nell’oscurità. “Soprattutto Mike. Oh, Mike! Come potrò continuare?”

Ruggì.

Risi ma poi divenni seria. “Edward, lo abbiamo superato e superato. So che sarà dura, ma è ciò che voglio. Voglio te, e ti voglio per sempre. Una vita intera non è abbastanza per me”

“Bloccata per sempre a diciotto anni” sospirò.

“Il sogno di ogni donna si avvera” beffeggiai.

“Niente cambiamenti…”

“Che significa?”

Chiese lentamente. “Ricordi quando abbiamo detto a Charlie che ci stavamo per sposare? E pensava che tu fossi…incinta?”

“E pensava di spararti” immaginai con una risata. “Ammettilo - per un secondo ha considerato l’idea”

Non rispose.

“Cosa, Edward?”

“Vorrei solo…beh, vorrei che tutto fosse ok”

“Gah” sospirai.

“In più c’era qualche posto in cui sarebbe potuto stare. Avevamo quel tipo di potenziale. Odio sottrarti ciò da te”

Mi ci volle un minuto. “So cosa faccio”

“Come puoi saperlo, Bella? Guarda mia madre, mia sorella. Non è così facile un sacrificio come immagini”

“Esme e Rosalie se la cavano bene. Se poi diventerà un problema, potremmo fare ciò che Esme ha fatto…un’adozione”

Sospirò, e poi la sua voce fu feroce. “Non è giusto! Non voglio che tu debba fare sacrifici per me. Voglio darti cose, non sottrartele. Non voglio rubare il tuo futuro. Se fossi umano…”

Appoggiai la mia mano sopra le sue labbra. “Tu sei il mio futuro. Ora basta. Non essere più depresso o chiamerò i tuoi fratelli per venirti a prendere. Forse hai bisogno di un addio al celibato”

“Mi dispiace. Sono depresso, vero. Devono essere i nervi”

“I tuoi piedi sono freddi?”

“Non in quel senso. Aspetto da tanto tempo di sposarti, Miss Swan. La cerimonia del matrimonio è l’unica cosa che non so aspettare…” si fermò. “Oh, per tutti i santi!”

“Che c’è?”

Serrò i denti. “Non devi chiamare i miei fratelli. Veramente Emmett e Jasper non mi faranno ritirare questa notte”

Lo afferrai più vicino per un secondo e poi lo rilasciai. Non stavo pregando per vincere un tiro alla fune con Emmett.

“Divertiti”

Ci fu un urlo verso la finestra - qualcuno stava volutamente raschiando le proprie unghia argentee lungo il vetro per fare un orribile rumore che ti faceva accapponare la pelle. Rabbrividii.

“Se non fai uscire Edward” Emmett - ancora invisibile nella notte - sibilò minacciosamente “lo seguiremo!”

“Và” risi. “Prima che irrompano nella mia casa”

Edward roteò gli occhi, ma si rimise in piedi in un istante e prese la sua camicia. Si avvicinò e mi diede un bacio sulla fronte.

“Vai a dormire. Avrai un grande giorno domani”

“Grazie! Questo mi aiuterà di certo a calmarmi”

“Ci vedremo all’altare”

“Sarò quella in bianco” sorrisi a come sembravo così perfettamente apatica.

Rise e disse. “Molto convincente” e poi improvvisamente si accovacciò, i suoi muscoli si muovevano come una molla. Svanì - lanciandosi fuori dalla mia finestra troppo velocemente affinché i miei occhi lo seguissero.

Fuori, ci fu un attutito rumore, e sentii Emmett imprecare.

“Fareste meglio a non fargli far tardi” mormorai, sapendo che potevano sentirmi.

E poi il volto di Jasper stava scrutando nella mia finestra e i suoi capelli argentei nella debole luce della luna si intravedevano attraverso le nuvole.

“Non preoccuparti, Bella. Lo porteremo a casa in tempo”

Ero improvvisamente molto calma, e i miei rimorsi sembravano banali. Jasper era, a modo suo, tanto talentuoso quanto Alice con le sue accurate predizioni. Il mezzo di Jasper erano gli umori piuttosto che il futuro, ed era impossibile non provare ciò che lui voleva che tu provassi.

Mi sedetti goffamente, ancora annodata nella mia coperta. “Jasper? Cosa fanno i vampiri agli addii al celibato? Non lo porterai in uno strip club, vero?”

“Non dirle niente!” Emmett ruggì da sotto: Ci su un altro rumore, e Edward rise tranquillamente.

“Rilassati” mi disse Jasper - e lo feci. “Noi Cullen abbiamo la nostra versione. Solo un pò di montagne di leoni, un paio di orsi grizzly. Piuttosto una serata molto insolita”

Mi chiedevo se sarei mai stata capace di sembrare così cavaliera nella dieta “vegetariana” dei vampiri.

“Grazie, Jasper”

Strizzò l’occhio e sparì dalla vista.

C’era completamente silenzio là fuori. Il russare imbavagliato di Charlie erano udibili dai muri.

Giacqui contro il mio cuscino, addormentandomi. Guardai i muri della mia piccola stanza, bianchi al chiaro di luna, da sotto le mie pesanti palpebre.

La mia ultima notte nella mia camera. La mia ultima notte come Isabella Swan. La notte successiva, sarei stata Bella Cullen. Sebbene tutta la questione del matrimonio fosse una spina nel mio fianco, dovetti ammettere che mi piaceva.

Lasciai vagare oziosamente la mia testa per un istante, aspettando che il sonno mi prendesse. Ma, dopo un pò di minuti, mi ritrovai più sveglia, agitandomi sul mio stomaco, girandomi in posizioni non confortevoli. Il letto sembrava molto soffice, troppo caldo senza Edward dentro. Jasper era oramai andato, e tutte le emozioni rilassanti e belle erano andate con lui.

Stava per essere un lungo giorno domani.

Ero consapevole che la maggior parte delle mie paure fossero sciocche - mi dovevo solamente riprendere.

L’attenzione era una parte inevitabile della vita. Non potevo sempre mescolarla con lo scenario. Comunque avevo alcune specifiche preoccupazioni che erano completamente valide. Prima di tutto c’era lo strascico del vestito da sposa. Alice aveva fatto dominare il suo senso artistico su ciò. Sembrava impossibile fare manovra sulle scale dei Cullen sui tacchi. Avrei dovuto esercitarmi.

E poi c’era la lista degli invitati.

La famiglia di Tanya, il clan Denali, sarebbero arrivati in qualsiasi momento prima della cerimonia.

Sarebbe stato veramente toccante avere la famiglia di Tanya nella stessa stanza con gli invitati dalla parte dei Quileute, il padre di Jacob e i Clearwater. I Denali non erano ottimi amici con i lupi mannari. Di fatti, la sorella di Tanya, Irina, non sarebbe venuta per niente al matrimonio. Nutriva ancora vendetta per i lupi mannari che hanno ucciso il suo amico Laurent (proprio mentre stava per uccidere me). Grazie a quei rancori, i Denali avevano abbandonato la famiglia di Edward nel peggior momento del bisogno. Era stata la improbabile alleanza con i lupi Quileute che avevano salvato tutte le nostre vite quando il branco di vampiri neonati aveva attaccato…

Edward mi aveva promesso che non sarebbe stato pericoloso avere i Denali accanto ai Quileute. Tanya e tutta la sua famiglia - tranne Irina - si sentiva terribilmente in colpa per quell’abbandono. Un armistizio con i lupi mannari era un piccolo prezzo per ricompensare del debito, un prezzo che si stavano preparando a pagare.

E quello era il grosso problema, ma c’era anche un piccolo problema: la mia fragile autostima.

Non aveva mai vita Tanya prima, ma ero sicura che incontrandola sarebbe stata un’esperienza gradevole per me stessa. Tanto tempo fa, prima che io nacqui probabilmente, aveva fatto il suo gioco su Edward - non che io incolpassi lei o qualcun’altro perchè lo voleva. E in più sarebbe stata almeno bellissima e alquanto magnifica. Sebbene Edward chiaramente - e inconcepilmente - preferisse me, non sarei stata capace di aiutarlo a fare confronti.
Avevo brontolato per un pò fino a che Edward, che conosceva la mia debolezza, mi fece sentire colpevole.

“Siamo le cose più vicini che loro hanno per famiglia, Bella” mi ricordò. “Si sentono ancora orfani, sai, anche dopo tutto questo tempo”

Così mi concessi, nascondendo il mio cipiglio.

Tanya aveva una grande famiglia ora, quasi grande come quella dei Cullen. Ce n’erano cinque; Tanya, Kate e Irina si erano unite a Carmen e Eleazar quasi nello stesso modo in cui i Cullen si unirono con Alice e Jasper, tutti loro uniti dal desiderio di vivere in modo più compassionevole rispetto ai normali vampiri.

Per tutta la compagnia, però, Tanya e le sue sorelle erano ancora sole. Ancora in lutto. Perché un tempo fa, avevano anche una madre.

Potevo immaginare il vuoto che la perdita aveva lasciato, anche dopo mille anni; cercavo di visualizzare la famiglia Cullen senza la sua guida, il suo centro - loro padre, Carlisle. Non riuscivo a vederlo.

Carlisle aveva spiegato la storia di Tanya durante una di quelle notti in cui stavo nella casa dei Cullen, apprendendo più di quanto potessi, preparandomi più di quanto possibile fosse per il futuro che avevo scelto. La storia della madre di Tanya era una tra tutte, un racconto ammonitore che illustrava proprio una delle regole che mi sarebbero servite per informarmi di quando mi sarei unita al mondo degli immortali. Soltanto una regola, veramente - una legge che si spezzava in migliaia di pezzi diversi: tenere il segreto.

Tenere il segreto significava molte cose - vivere in modo poco appariscente come i Cullen, muoversi prima che gli umani potessero aspettarsi che stiano agendo. O tenersi alla larga dagli umani insieme - tranne durante l’ora dei pasti - nel modo in cui i nomadi come James e Victoria avevano vissuto; nel modo in cui gli amici di Jasper, Peter e Charlotte continuavano a vivere. Significava controllare qualsiasi nuovi vampiri che tu avevi creato, come Jasper aveva fatto quando viveva con Maria. Come Victoria aveva fallito nel fare con i suoi neonati.

E non significava creare altre cose nel posto iniziale, perché alcune creazioni erano incontrollabili.

“Non so il nome della madre di Tanya” ammise Carlisle, i suoi occhi dorati, quasi la stessa tonalità dei suoi capelli biondi, triste nel ricordare il dolore di Tanya. “Non parlano mai di lei se possono permetterlo, non pensano mai a lei”
“La donna che creò Tanya, Kate e Irina - che li amavano, credo - visse molti anni prima che io nacqui, durante un tempo di peste nel nostro mondo, la peste dei bambini immortali”

“Quello che stavano pensando, quelli antichi, non posso capirlo. Crearono i vampiri senza gli umani che erano quasi di più degli infanti”

Mi veniva da vomitare mentre immaginavo quello che descriveva.

“Erano così belle” spiegò Carlisle velocemente, vedendo la mia reazione. “Così affettuose, così incantevoli che non puoi immaginare. Dovevi stare almeno accanto a loro per amarle, era una cosa automatica”

“Comunque. Non potevano saperlo. Erano bloccate a qualsiasi libello di sviluppo che avevano ottenuto prima di essere morse. Quelli adorabili bambini con le fossette che potevano distruggere metà villaggio con solo uno dei loro scatti d’ira. Se avevano fare, si nutrivano, a nessun avvertimento poteva trattenerli. Gli umani li videro, le storie circolavano, e la paura spruzzava come fuoco in un pennello secco…

“La madre di Tanya creò un bambino del genere. Come per gli altri antenati, non riesco a capire i suoi motivi” fece un respiro profondo e regolare. “Vennero coinvolti i Volturi, naturalmente”

Rabbrividii come facevo sempre non appena sentivo quel nome, ma di certo la legione dei vampiri Italiani - appartenenti alla famiglia reale - era il centro della storia. Non ci poteva essere una legge dove se non ci fosse una punizione; non ci sarebbe stato un castigo se non ci fosse nessuno da eseguirlo. Gli antenati Aro, Caius e Marcus goverarono le forze dei Volturi; li incontrai solo una volta, ma in quel breve incontro, mi sembrò che Aro, con il suo potente dono di leggere nella mente - con un tocco poteva sapere ogni pensiero che una mente aveva conservato - fosse il vero capo.

“I Volturi hanno studiato i bambini immortali, nella casa a Volterra e in ogni parte del mondo. Caius decide che quelli giovani erano incapaci di proteggere il nostro segreto. E così dovevano essere eliminati”

“Ti avevo detto che erano amabili. Beh, la società lottò fino all’ultimo uomo - erano completamente decimati - per proteggerli. Il massacro non fu tanto popolare quanto le guerre del sud in questo continente, ma più devastante a suo modo. Le società che duravano più a lungo, le vecchie tradizioni, gli amici…molto era perduto. Alla fine, le abitudini furono completamente eliminate. I bambini immortali divennero innominabili, un tabù”

“Quando vivevo con i Voluri, conobbi due bambini immortali, così so di prima mano l’appello che ebbero. Aro studiò quelli piccoli per molti anni dopo la catastrofe che avevano causato finì. Sai la sua curiosa disposizione; era speranzoso che potessero essere domati. Ma alla fine la decisione fu unanime; i bambini immortali non dovevano esistere”

Avevo dimenticato tutto tranne la madre delle sorelle Denali quando la storia ritornò a lei.

“Non è chiaro cosa è successo con la madre di Tanya” disse Carlisle. “Tanya, Kate, e Irina non ricordavano interamente fino al giorno in cui i Volturi arrivarono per loro, la loro madre e la sua illegale creazione furono già loro prigionieri. Fu l’ignoranza a salvare le vite di Tanya e delle sue sorelle. Aro le toccò e vide la loro totale innocenza, così loro non furono punite insieme alla madre.

“Nessuna di loro aveva mai visto un ragazzo prima, o sognato la sua esistenza, fino al giorno in cui lo videro ardere tra le braccia della loro madre. Posso solo immaginare che la loro madre avesse tenuto il suo segreto per proteggerle da quel preciso risultato. Ma perché lo aveva creato prima di tutto? Chi era, e cosa significava per lei che le avrebbe fatto attraversare le più inattraversabili linee? Tanya e gli altri non ricevettero mai una risposta a nessuna delle loro domande. Ma non poteva dubitare della colpevolezza della loro madre, e non penso che l’abbiano mai perdonata veramente.

“Anche se Aro avesse rassicurato che Tanya, Kate e Irina erano innocenti, Caius voleva bruciarle. Colpevoli per associazione. Erano fortunate che Aro si sentisse misericordioso quel giorno. Tanya e le sue sorelle furono perdonate, ma lasciate con cuori infranti e un sano rispetto per la legge…”

Non so sicura dove esattamente il ricordo diventò un sogno. In un momento sembrò che stessi ascoltando Carlisle nella mia memoria, guardando la sua espressione, e poi un momento dopo stavo guardando ad un campo grigio infertile e sentendo l’odore spesso dell’incenso bruciato nell’aria. Non ero sola.

L’ammasso delle figure al centro del campo, tutte coperte in mantelli impolverati, mi avrebbero dovuto spaventare - potevano essere solo Volturi, ed io ero, nonostante ciò che avevano decretato nel loro ultimo incontro, ancora umano. Ma lo sapevo, come a volte facevo nei sogni, che ero invisibile a loro.

Sparsi intorno a me, c’erano ammassi di fumo. Riconobbi la dolcezza nell’aria e non esaminai il cumulo troppo vicino. Non desideravo vedere i volti dei vampiri che avevano giustiziato, quasi spaventata che avrei potuto riconoscere qualcuno nelle pire combustionate.

I soldati Volturi stavano in un cerchio intorno a qualcosa o a qualcuno, e sentivo le loro voci sussurranti che si agitavano sempre di più. Mi avvicinai di più ai mantelli, costretta dal sogno a vedere qualsiasi cosa o persona che stavano esaminando con molta intensità. Strisciando attentamente tra due delle grandi coperte, finalmente vidi l’oggetto del loro dibattito, sollevato su un poggio sopra di loro.

Era bello, adorabile, proprio come Carlisle aveva descritto. Il ragazzo era calmo, forse aveva due anni. I ricci di un marrone chiaro delineavano il suo volto cherubino con le sue guance rotonde e labbra piene. E stava tremando, i suoi occhi chiusi come se fosse troppo impaurito da guardare la morte che si faceva sempre più vicina ogni secondo.

Mi venne subito il terribile desiderio di salvare quell’adorabile e terrorizzato bambino che ai Volturi, nonostante tutta la loro devastante minaccia, non importava più niente di me. Passai accanto loro con forza, non preoccupandomi se mi avevano visto. Corsi verso il ragazzo, fuggendo da loro.

Vidi chiaramente il poggio su cui era seduto. Non era terra e neanche roccia, ma una pila di corpi umani, disidratati e senza vita. Troppo tardi non per vedere quei volti. Li conoscevo tuti - Angela, Ben, Jessica, Mike…e direttamente sotto quell’adorabile ragazzo c’erano i corpi di mio padre e di mia madre.

Il bambino aprì i suoi occhi lucenti e pieni di sangue.

Hyperversum 3 - Il Cavaliere Del Tempo

August 23, 2008 - 3:44 pm No Comments

Terzo di una serie di libri scritti da Cecilia Randall, il cui nome vero è Cecilia Randazzo.

Uscirà a novembre 2008 in Italia.

Terzo affascinante capitolo della saga di Hyperversum, che narra di alcuni ragazzi che grazie ad un videogioco riescono a tornare indietro nel tempo. E dove uno di loro decide di rimanere perché si innamora di una feudataria del 1215, data dove si fermò il gruppo di ragazzi.

Descrizione Hyperversum - Il Cavaliere del Tempo

Dopo due anni dall’ultima partita a Hyperversum, i giovani protagonisti sono cresciuti. Daniel vive con Jodie e lavora al Laboratorio Nazionale di Fisica mentre lei è diventata medico. Hanno una casa, un cane, un computer e aspettano un bambino. Sono anche prossimi alle nozze ma a turbare questo momento felice è l’assenza di lan, di cui non hanno più avuto notizie. Daniel ha ricominciato a giocare anche in Internet, a volte con Martin, a volte con altri giocatori conosciuti in rete, ambientando le partite sempre in Francia nell’anno 1215. In ogni partita tiene a disposizione il personaggio di Jean Mare de Ponthieu-Falco d’Argento, creato e usato in passato da lan, nella speranza che prima o poi qualcosa capiti, che lan possa davvero tornare in gioco. Invece il tempo passa e non accade niente. Hyperversum è diventato un’ossessione sempre più pericolosa.

Ancora non è nota la copertina.

Vi farò avere notizie appena scoprirò qualcosa.

Dati del Libro:

Titolo: Il cavaliere del tempo. Hyperversum

Autore: Cecilia Randall

Editore: Giunti Editore

ISBN: 8809061748

Pagine: 568

Prezzo: 17.50 €

Compleanno Dei Gemelli Kaulitz

August 23, 2008 - 3:19 pm No Comments

Appuntamento in varie città d’Italia il 1 Settembre 2008 per festeggiare il 19° compleanno dei gemelli Kaulitz, Bill e Tom.

Per ulteriori informazioni su dove si terranno esattamente i party andate sul sito ufficiale dei Tokio Hotel cliccando QUI

Tokio Hotel Italian Team